sabato 6 settembre 2014

Festival di Mantova. Sorokin e Nori raccontano la vecchia e la nuova Russia



«Sorokin è un pezzo della mia vita, e quando ho letto La coda ho pensato, questo è un romanzo straordinario»
Comincia così Paolo Nori parlando di Vladimir Sorokin, il grande scrittore russo che con il suo ultimo romanzo La giornata di un Opričnik edito da Atmospherelibri ci racconta del suo paese in modo singolare e appassionato, attraverso un romanzo ambientato in un futuro 2027.

«La monarchia è stata restaurata. Una rivoluzione neozarista ha costruito un nuovo Stato repressivo. La fustigazione è tornata, e il Cremlino è stato ridipinto con il suo originale colore bianco. Il sublime auto-isolamento nazionale è stato riscoperto: una Grande Muraglia si estende dall'Europa attraverso il Caucaso fino ai confini della Cina a proteggere la Russia. Protagonista del romanzo è Andrei Komiaga che lavora da Opričnik, la polizia segreta e braccio dello zar, sul modello dei peggiori eccessi di Ivan il Terribile. Komiaga, quasi privo di personalità per la sua esasperata lealtà verso la Russia, lo zar, e gli altri Opričniki, è una delle guardie più temute del paese. Nel corso di una giornata, Andrei Komiaga renderà testimonianza e parteciperà a brutali esecuzioni, feste stravaganti, incontri con ballerine, indovini, e anche la zarina. Egli stupra e saccheggia, ma si commuove fino alle lacrime ascoltando le canzoni della sua terra.»

Un fenomeno, un pezzo di storia, spiega Sorokin, se  non vengono descritti, raccontati ed elaborati, scompaiono ma rimangono impressi nel subconscio e continuano ad avere un ruolo potente. Per questo in Russia ogni dipendente dello Stato si sente in cuor suo un Opričnik, un personaggio a parte, uno che ha dei diritti che nessuno gli può contestare. Anche il personaggio del romanzo, Andrej Komjaga, si sente una Opricnika. 
Sorokin ha scritto il libro nel 2006, raccontando di un futuro che sembra avverarsi. C’è in Russia questa ideologia sull’opportunità di richiudersi in se stessi, spiega Sorokin, e allora lui se lo immagina questo suo paese con  una grande muraglia, come quella cinese, che lo contiene, e una tecnologia sviluppata per chiudere anziché per aprire. La nuova Russia come la vecchia degli zar? Forse sì, anche se con codici e mezzi diversi.
In questo romanzo ci sono gli Opričnika non sono gli stessi del Medioevo, non vanno a cavallo, ma la loro mentalità è assolutamente medievale.
La Russia sta diventando un posto dove le cose stanno tornando come furono un tempo. Sulla rete gira una battuta presa dal libro di Sorokin, che la mozzarella presto sarà prodotta in Bielorussia. Pensate, la famosa bufala bielorussia.
In Russia succedeva spesso che ci fossero libri che venissero bruciati e proibiti, ed erano quelli che giravano, di nascosto, di mano in mano.
In Russia gli scrittori hanno sempre avuto rapporti molto tesi con il potere. Questo nel periodo Sovietico, ma anche adesso. Sorokin è stato osteggiato, i suoi libri sono stati bruciati davanti alle librerie, lui è stato accusato, processato e poi prosciolto dall’accusa di scrivere libri pornografici.
Ma lui procede, va avanti a raccontare e no, non sembra avere paura di farlo.

Vladimir Sorokin


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