giovedì 22 maggio 2014

Le minacce a Giuliana Sgrena. Quando il gioco si fa duro, rifugiarsi nelle parole, per riflettere.



Non posso, non riesco a capire la campagna selvaggiamente ostile montata contro Giuliana Sgrena, il motivo di tanta violenza, le minacce così assolute, la volgare prepotenza di quegli insulti.
Anche questo episodio deve far riflettere sulle derive terribili che la politica di massa sta prendendo. 
A un giorno dalla commemorazione della strage di Capaci si gridano intimidazioni che hanno il sapore di mafia, da chiunque esse arrivino.
Cosa è diventato questo paese? 

Penso che quel che bisogna fare è andare avanti, riflettendo e individuare le persone che cercano e trovano il buono di questa Italia, che c'è ma non si vede, perché non ha bisogno di clamori, perché non fa notizia.

Mi rifugio, per una stilla di sollievo, nelle parole di Maria Zambrano e ripenso al capolavoro di Calderon de la Barca. 
E spero in un risveglio, prima o poi.

Non altre parole se non le loro, oggi, che ci facciano riflettere sul significato profondo della vita.


“Il risveglio privilegiato non deve aver luogo necessariamente dal sonno. Posto che sonno e veglia non sono due parti della vita, che essa, la vita, non ha parti, bensì luoghi e volti. E così dal sonno e da certi stati di veglia ci si può risvegliare in questo mondo privilegiato che è il risveglio senza immagini.
(…)
E l'attraversamento dei chiari del bosco ricorda anche il modo in cui si sono percorse le aule. Come i chiari, le aule sono spazi vuoti pronti a venirsi riempiendo uno alla volta, spazi della voce.
Alla parola scritta dobbiamo andare incontro a metà del cammino. Ed essa conserverà per sempre l'oggettività e la fissità inanimata di ciò che ormai è stato detto, di ciò che già è in sé per sé. Mentre con l'udito si riceve la parola, o il gemito, il sussurro che ci è destinato. La voce del destino si ode molto di più di quanto non si veda la sua figura.
E così si corre per i chiari del bosco analogamente a come si corre per le aule, di aula in aula. 
Nei chiari del bosco non ci si porta, come in verità non si reca il bravo studente nelle aule, per fare domande.”
da I chiari del bosco

María Zambrano ( 22 aprile 1904 –  6 febbraio 1991) è stata una filosofa, scrittrice e saggista spagnola.





Io sogno di esser qui 
oppresso da questa prigione
e ho sognato che in un altro stato 
più lusinghiero mi sono visto. 
Che è la vita? Un delirio. 
Che è la vita? Un'illusione, 
un'ombra, una finzione, 
e il bene più grande è piccolo; 
che tutta la vita è sogno 
ed i sogni, sogni sono. 

da La vita è sogno

Pedro Calderón de la Barca 
(1600 – 1681)
drammaturgo e poeta spagnolo


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