domenica 20 aprile 2014

Tempo di imparare di Valeria Parrella. Si può trasformare il dolore in bellezza?




"La sofferenza si annida nella bellezza
(...)
Ariel dice che so trasformare il dolore in bellezza"


Ho letto il libro di Valeria Parrella, Tempo di imparare, edito da Einaudi, che narra di speranza e di coraggio.

C’è una madre in questa storia, una madre che ha paura di non farcela. E c’è un figlio, in questa storia, un bambino di nome Arturo, che quasi quotidianamente viene visitato, auscultato, osservato, che passa le sue giornate a fare esercizi. È un figlio, questo, che ha fatto fatica a nascere, Asfissia alla nascita è la diagnosi, uno di quei figli per sempre contrassegnati dal numero 104.

Questo bambino è diverso. E sua madre, anche lei è diversa, per forza lo è, perché ha pensieri e preoccupazioni diverse. Fa parte di quella minoranza di madri – una minoranza non tanto piccola, va detto, con i casi più disparati – che ogni giorno deve lottare e non può mai abbassare la guardia. Non può distrarsi nemmeno per un attimo, non può lasciarlo solo, questo figlio, lo sguardo è ben allenato a tenerlo d’occhio, a seguirlo che non cada, che scenda le scale vicino alla ringhiera, che possa vedere dove cammina. Non può abbassare la guardia neppure con le istituzioni, con chi dovrebbe aiutarla e invece la ostacola, la imprigiona in una bieca e ottusa burocrazia, le fa lo sgambetto ogni volta che decide di alzare la testa con dirigenti scolastici, amministratori, medici, professori indottrinati e saccenti, che pensano di sapere tutto e invece sanno poco perché non vivono la necessità, l’urgenza quotidiana. 

"Handicap non è una parola molto facile da far germogliare, - disse. – Però curati ogni giorno di tenerla umida e coperta, per vedere cosa nasce."

C’è in questa storia una madre, con la sua forza e con le sue fragilità, che ammette di vergognarsi della sua stanchezza. Una madre che a volte si ribella, e vorrebbe smetterla di seguire le regole di logopedisti, medici, oculisti.

"Non accetto però lo faccio. Però non accetto."

Una madre che racconta della paura, della frustrazione, del dolore, che dà il nome alle cose. Una madre, una donna, che si prepara, ogni giorno, con lei anche il padre di questo figlio speciale, e con loro altre donne, e altri uomini, genitori, e altri figli, grandi, piccoli, che parlano, che non parlano, che camminano, che sono sulla sedia a rotelle.
Prepararsi è già essere a metà di un cammino che non finisce mai.

"Si prepari", disse la dottoressa pietosa. E io mi preparo: la mattina faccio il sacco: elmetto, e mela per la maestra. Fucile e quaderno a quadretti grandi. Marca da bollo e penna con l'impugnatura facilitata. Vestito buono e cuore cattivo. I numeri giusti sul cellulare e la mutanda, ché te la sei fatta di nuovo sotto. Mi preparo, ma accettare, quello ancora non seppi.

Questa sera ho ordinato quattro copie di questo libro. 

Due copie le voglio regalare a due persone a me molto vicine, - due madri, un'amica e una sorella, in tutto tre i bambini portatori di handicap, su  piani diversi -  che leggendolo si riconosceranno o riconosceranno altri, forse si commuoveranno, forse sorrideranno o si arrabbieranno, forse si sentiranno meno sole, perché questa storia narra di loro.

Altre due copie le regalerò a qualcuno che di tutto questo sa molto poco o quasi nulla, perché sono convinta che i libri servano a spalancare finestre e aiutino a capire. E così, arrivando a pagina centonove, capiranno quello che Valeria Parrella intende dirci quando scrive:

"Così impariamo che ciò che per tutti è normale, per noi è bellissimo."

Grazie all'autrice per questa storia speciale, un atto di generosità.



Valeria Parrella è nata nel 1974, vive a Napoli.
Per minimum fax ha pubblicato le raccolte di racconti mosca piú balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005). Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Lo spazio bianco (2008), da cui Francesca Comencini ha tratto l'omonimo film, Lettera di dimissioni (2011) e Tempo di imparare (2014). Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), di prossima ripubblicazione negli Einaudi Super ET. È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009) e Antigone (Einaudi 2012). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di «Grazia».

Einaudi I libri di Valeria Parrella

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