giovedì 6 marzo 2014

Chi è Marisa Giorgetti, la donna che ha tracciato una strada importante.





Marisa Giorgetti nata il 10 marzo 1929



Ci sono persone che si sposano e fanno figli e si alzano la mattina presto per portarli a scuola, poi vanno a lavorare, fanno la spesa, prendono l’autobus, il treno, la macchina, accompagnano i figli, camminano, guidano, parlano, ridono, piangono, corrono, mangiano e dormono.
Ci sono persone, alcune persone, che fanno tutte queste cose ma anche altro. 
Ci sono persone che si guardano intorno. 
Si accorgono queste persone, per esempio, che gli altri spesso vivono situazioni che non crediamo possibili. Si accorgono di quelle facce che sembrano tutte uguali sul treno la mattina, osservano la gente in fila per prendere l’autobus, rallentano di fronte a un vecchio che sta seduto su un marciapiede fasciato in una coperta a chiedere l’elemosina, cercano di capire da dove venga quel ragazzino che non ha le scarpe ai piedi, si fermano di fronte allo sguardo smarrito di una giovane donna che cammina per strada, pallida, magra con occhi grandi in cui si legge tutto l’orrore di una guerra.

Ecco, ci sono persone che si fermano.
Si fermano e si domandano che cosa si possa fare.

Ci sono persone che si guardano intorno, oltre le mura della propria casa e oltre i confini del proprio giardino, e osservano, ascoltano, indagano le vite degli altri, di quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere dove c’è un conflitto, in una famiglia povera o perseguitata.
Ci sono persone che si sono domandate quale fosso lo scopo della loro esistenza e si sono dette che fosse quello di dedicare la loro vita cercando di contribuire a una società migliore.

Una di queste persone era Marisa Giorgetti, una donna gentile che amava la letteratura e le arti, una donna libera da convenzioni sociali e conformismi.  Marisa Giorgetti era prima di tutto una donna libera, perché bisogna esserlo davvero liberi,  per riuscire a costruire e ideare progetti tanto ambiziosi e innovativi quando si tratta di tutela dei diritti umani. Lontana da clamori, protetta dalla sua riservatezza, aprì la sua casa sul Carso a rifugiati, a uomini e donne e bambini che avevano subito ogni forma di barbarie, a chi scappava dalla guerra nei Balcani, e in seguito a chiunque si allontanasse da una situazione di sofferenza o di conflitto, resistendo al fianco di chi aveva perso tutto.

I sentieri sono un grande patrimonio, ci aiutano a percorrere territori  nei quali altrimenti ci perderemmo. Ci sono persone, spesso silenziose, che sono guide speciali, che aprono queste vie, tracciando segni importanti. Ed ecco che il sentiero si fa strada.
Sta a noi percorrerla.

Ci sono persone che hanno lavorato nell’ombra, pur mettendo in moto meccanismi importanti di cambiamento nella nostra società. Una di queste era mia madre
Con queste parole Gianfranco Schiavone, ideatore e organizzatore del premio, comincia a raccontare come sia nato il Premio Internazionale Giorgetti, dedicato a sua madre, e lei avrebbe voluto fosse proprio così. 

Qui di seguito il video della presentazione della prima edizione del 2013, vinta, nella sezione letteraria, da Yishaii Sarid “Il poeta di Gaza” e/o editore, e dalla popolazione di Lampedusa per la sezione diritti umani.
Ascoltatelo.



www.premiogiorgetti.org







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