venerdì 1 novembre 2013

Riflessioni sulla scrittura. "La scrittura creativa" di William S. Burroughs.




William S. Burroughs (Saint Louis, 5 febbraio 1914 – Lawrence, 2 agosto 1997), è stato uno scrittore e saggista statunitense, vicino al movimento della Beat Generation.

Eccolo, l'autore di Pasto nudo e di La scimmia sulla schiena, proporci un'interessante riflessione di cosa sia, di cosa possa essere la scrittura. Per alcuni di noi, per altri è diverso, ma la scrittura e la letteratura sono tutto e il contrario di tutto, sono quel che noi andiamo cercando.
Ma senza aggiungere altro vi lascio a queste parole tratte da un testo fondamentale.
Buona lettura.


"Fate una passeggiata per una strada di città e mettete già, su una tela, quello che avete appena visto. Avete visto mezza persona tagliata in due da una macchina, pezzi e bocconi di cartelli stradali e pubblicità, riflessi da vetrine — un monteggio di frammenti. E la stessa cosa accade con le parole. Ricordate che la parola scritta è un’immagine. Il metodo del cut-up di Brion Gysin consiste nel tagliare a pezzi pagine di un testo per rimetterli insieme in combinazioni a montaggio. La pittura figurativa è morta, a meno che forse il nuovo fotorealismo si affermi. Nessuno più dipinge mucche nell’erba. Il montaggio è un vecchio trucco in pittura. Ma se applicate il metodo del montaggio alla scrittura, siete accusati dai critici di promulgare un culto di ininitelligibilità. La scrittura è ancora confinata nella camicia di forza sequenziale e figurativa del romanzo, una forma altrettanto arbitraria che il sonetto e altrettanto remota dai fatti reali della percezione e della coscienza umana quanto quella forma poetica del quindicesimo secolo. La coscienza è un cut-up; la vita è un cut-up. Ogni volta che andate giù per la strada o guardate fuori dalla finestra, il fluire della vostra coscienza è tagliato da fattori a casaccio."

[William Burroughs, The Last Potlatch, tr. it. di G.Saponaro, in
Id., La scrittura creativa, Sugarco, Varese 1981, 1994: pp. 32-33]

« Parole, colori, luci, suoni, pietra, legno, bronzo appartengono all'artista vivente. Appartengono a chiunque sappia usarli. Saccheggiate il Louvre! »
William Burroughs
"Les voleurs", in La scrittura creativa, 1994, SugarCo, Varese, pag. 83






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