giovedì 14 novembre 2013

Ho scelto questo libro perché/1 I buddenbrook. Nell'edizione Garzanti, con traduzione di Jesi e Speciale Scalia.





Oggi sono qui a consigliarvi di leggere o rileggere I Buddenbrook.
Li ho letti a diciotto anni per la prima volta e alcuni fa per la seconda: stesso entusiasmo, stessa commozione davanti a tanta maestria. Adesso, ogni tanto, mi leggo un capitolo e ne sono felice.

Questo straordinario romanzo affronta la cronaca, dal 1835 al 1877, della vita di una famiglia, dei Buddenbrook appunto, attraverso quattro generazioni. La famosa famiglia  di Lubecca cambia in questi anni radicalmente il proprio carattere e la propria situazione sociale ed economica, perde le proprie certezze, tutte, passando per momenti di floridezza e di dissesto, fino alla totale e definitiva rovina ed estinzione. Attraverso queste vicende scopriamo un mondo dorato e il suo progressivo crollo psicologico.

Il sottotitolo è "Decadenza di una famiglia" (Buddenbrooks - Verfall einer Familie, il termine tedesco Verfall può essere tradotto anche come declino). Il tema della caduta era già stato affrontato da Thomas Mann nel 1894 nella sua prima novella intitolata Gefallen, che significa caduta.

« In tutta la sua vita nessuno gli ha mai visto addosso un granello di polvere. È un'ironia, un'infamia, che la fine debba venire così.»
Gerda Buddenbrook

Ho una prima edizione del 1983, quella con la prefazione di Claudio Magris e la traduzione di Furio Jesi e Silvana Speciale Scalia, edita da Garzanti, che io preferisco alle altre traduzioni, per via della loro scelta di rendere in dialetto la parte dedicata al signor Permaneder, un personaggio indimenticabile che altrimenti perderebbe molta della sua forza, e mantenere le locuzioni e i francesismi. 
Insomma, secondo me la preferibile in assoluto.


Ho scelto questo libro perché è un capolavoro unico e irripetibile di uno dei più grandi scrittori tedeschi.

Ho scelto questo libro perché comincia con una grande festa e termina con una piccola riunione di donne vestite a lutto.

Ho scelto questo libro perché ho trovato  personaggi straordinari, due tra i tanti,  uno con i favoriti d’oro, l’altro che parla una dialetto incomprensibile per chi lo ascolta.

Ho scelto questo libro anche perché, se non ricordo male, la direttrice (non più) della narrativa di una grande casa editrice sembrava vantarsi di non averlo letto, in un'intervista a un quotidiano nazionale. 

Bene, io credo che sia necessario farlo, invece.

Edizione Garzanti con traduzione Jesi- Speciale Scalia


                                   
Thomas Mann im amerikanischen Rundfunkstudio 

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