mercoledì 30 ottobre 2013

La fotografia alle elementari.





Me lo ricordo quel giorno. A scuola era arrivato il signore che faceva le fotografie. Prima quella di gruppo e poi quelle singole, che costavano mille lire ogni foto e ti venivano consegnate in una fascetta bianca con la scritta Anno scolastico eccetera. Per quelli che non avevano i soldi, mi ricordo che il maestro ce li metteva lui, ma voleva che tutti la avessero, lo avevo sentito bisbigliare, si era messo d’accordo con il fotografo. 
Io non la volevo fare la foto, ero timida e portavo l’apparecchio. E quel signore che veniva a fotografarci aveva un pessimo alito che sapeva di aglio e  a volte di vino. Ogni volta, dopo la foto di gruppo, cercavo di allontanarmi. Mi rifugiavo dalla Cesira, la bidella, che mi raccontava storie fantastiche di quando era giovane e faceva l’attrice del cinema o dei fotoromanzi. Ma il maestro mi scovava ogni volta, sempre le solite storie fai!, mi ripeteva. 

Il signore delle fotografie diceva sempre le stesse cose, sorridi, piega la testa, a destra, a sinistra,  guarda in cielo, tira su la frangetta. Questa cosa la diceva alle femmine, mentre i maschi dovevano guardare avanti, seri. Perché non sorridi?, mi chiedeva. Io per non sorridere avevo i miei motivi, e non solo per via dell’apparecchio. Ero triste in genere, ecco tutto. Però lo facevo contento, mi sembrava brutto non fare contento quel signore e ancor di più non fare contento il maestro. Ma una volta lui non venne. C’era un altro, suo figlio, dissero, uno con tanti capelli. Quando me lo trovai davanti ostentai la posa di sempre e il mio sorriso d’acciaio. Lui si grattò la testa nera e riccioluta. Poi mi disse, siediti, fai come ti pare, non devi chinare la testa da un lato. Non devi neppure sorridere.
E poi mi sorrise lui.
Ecco, quella è la foto.

di 
Claudia Priano



pubblicato su il Corriere mercantile di Genova il 25 ottobre in occasione dell'incontro
Luogo di nascita: Genova
Professione: Scrittrice
con me e Ester Armanino Barbara Fiorio e Sara Rattaro
Ha condotto magistralmente l'incontro Pietro Cheli

Presso il Teatro della Corte di Genova

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