sabato 7 settembre 2013

"Il cuore innanzitutto, una piccola sovversiva odissea dell'anima." Paolo Petroni





Così è stato definito su Ansa.it il mio ultimo romanzo, con questa recensione bella e inaspettata per la quale ringrazio Paolo Petroni, giornalista di Ansa e del Corriere della Sera. La riporto interamente qui sotto.
E ringrazio, con il cuore.

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'Il cuore innanzitutto'
di Claudia Priano


di Paolo Petroni

Incantevole romanzo, lieve e profondo, a due voci, due luoghi e due tempi, con un colpo di scena finale, incastonato nell'ultima riga del libro: tanto che può capitare di doverla rileggere per essere certi di aver capito bene. E' ''Il cuore innanzitutto'', una piccola, sovversiva odissea dell'anima e insieme un duplice percorso di formazione sentimentale, che procede asciutto, senza sbavature retoriche, nell'alternarsi delle due voci narranti. Da una parte, quella del protagonista Andrea, anziano, zelante, metodico e intransigente farmacista di un'imprecisata città del nord Italia (''mai un malanno, mai un cedimento''), lavoratore indefesso, vedovo da qualche anno di una soave e rimpianta moglie; e, dall'altra, quella di Nina, coprotagonista sedicenne, impegnata in un improbabile viaggio in Romania, di cui registra fatti, luoghi e persone in una sorta di personalissimo diario. Il percorso di formazione è per entrambi: Andrea, che nel vedersi invecchiare ha bisogno di fare i conti con se stesso e con un bagaglio pesante di incomprensioni familiari; Nina, in bilico fra le sue malinconie e una sana voglia di uscirne, mentre si affaccia all'età adulta. I due piani temporali, in cui le voci si alternano (fino a comporsi nel finale a sorpresa) sono compresi nell'arco di un anno. Quando la storia inizia, Andrea è debole e stremato in un letto di ospedale, da cui ricorda e racconta, attraversando il passato e ricongiungendo i fili di un avvenimento recente: un evento tragico e del tutto casuale che sconvolge la sua vita, mina le sue certezze e lo conduce inaspettatamente in un ''altrove'' popolato da uomini e donne che mai avrebbe pensato di conoscere o di sentire così vicini: i rom. Nel fluire della sua vicenda prendono forma anche altre figure più familiari, ma proprio per questo distanti, intrappolate in vecchi rancori e profonde diversità: suo fratello gemello Antonio, i nipoti, la sorella più giovane Agata e la figlia di lei, Nina.

Anche Nina racconta e si racconta: annota gli avvenimenti in cui si trova coinvolta, ripercorre i fatti, scruta la sua famiglia (la madre inadeguata, il padre che ha perso il lavoro) e si mette a nudo. Ne emerge il ritratto di una ragazzina davvero speciale, da un lato matura e coraggiosa, dall'altro smarrita e sensibilissima, sofferente per quanto di inespresso soffoca e confonde i sentimenti, ma pronta a stupirsi di fronte ad essi, ad osservare tutto con occhi sottili e a lanciarsi in una mirabolante avventura di viaggio che sarà per lei una preziosa occasione di crescita e di scoperta di una diversa umanità. Così proprio Nina (abituata a rifugiarsi in un suo mondo immaginario e a nascondersi, fino a diventare invisibile) si sentirà pronta a uscire allo scoperto fino a dipanare la matassa dei fili che imbrigliano persone, incomprensioni, pregiudizi e tengono a distanza i rapporti autentici. Il suo viaggio in Romania (pieno di imprevisti, su un pullman sgangherato, in un paesaggio insolito e straniante, ma popolato da gente calda, colorata e umanissima) sarà per tutti, lei compresa, uno strumento per acquistare identità, rompere il muro delle cose non dette e recuperare le ragioni del cuore, innanzitutto. Quelle che anche Andrea ha imparato a riconosce come l'unica, possibile via d'uscita.

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http://www.ansa.it/web/notizie/unlibroalgiorno/news/2013/09/04/-cuore-innanzitutto-_9242895.html

Il giornalista Paolo Petroni


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