sabato 22 giugno 2013

Fermati un momento. Te lo devi.



Fermati un momento. Lo so che vai di fretta e non sai dove stai andando di preciso, che hai un sacco di problemi e la testa piena di pensieri.
Fermati lo stesso e lascia tutto lì, i piatti nel lavello, le carte sulla scrivania, le borse della spesa per terra.



Fermati e chiudi gli occhi, fregatene dei colleghi che giocano a chi è più stronzo o della vicina di casa, quella che sa tutto, perfino quante volte vai al cesso, e nel contempo però ti consiglio di non ostentare una paresi sulle strisce pedonali o nel bel mezzo di un corridoio, perché te lo puoi immaginare, se uno ti vede lì piantato come un matto gli può venire in mente di chiederti cosa stia succedendo. Questo non è necessario, almeno non adesso, puoi farlo in altre occasioni, magari per cercare l’inizio di una storia da scrivere, ma non adesso.

Cerca un angolo dove appartarti, non importa se sei al supermercato, ricordati che c'è sempre un angolo dove appartarsi e dove nascondersi, perfino nei luoghi più affollati. 
Quando si vuole diventare invisibili lo si diventa.

Ecco, sei al supermercato ma sei quasi solo, stai per esserlo. Ovviamente non devi temere  di startene da solo con te stesso, già sai di esserlo sempre, anche quando ti racconti un sacco di storie, anche quando sei circondato da amici amanti e compagnia bella. La tua vita mondana non riempie i tuoi vuoti e lo sai. Sei solo punto e basta, lo siamo tutti. 

Fermati un momento.
Fai uno sforzo, vedrai che non sarà così difficile. Torna con la memoria a quel libro che hai letto da bambino, oppure da adolescente, uno di quei libri che ti è rimasto nel cuore, quello che ogni tanto ti torna alla mente. Pensa a quel personaggio che amavi e che avresti voluto essere, alla storia di quel personaggio e anche a quello che della storia non ti piaceva affatto.

Fermati un momento. Chiudi gli occhi e preparati, ché la strada è sgombra e puoi  avviarti. Sei pronto, intorno a te solo un lontano brusio, le voci e i rumori si stanno spegnendo, e poi d'un tratto non ci sono più.

È il vuoto.

Respira, anche se tremi i muscoli sono caldi e puoi partire, respira e vai, comincia a salire, il fiato ti regge e i ricordi a tratti ti sollevano, non temere, non cadrai,  e se lo farai ti rialzerai e continuerai. Ci sei, stai scalando quella montagna di libri per andare a prendere proprio quello. Respira, che tra poco torni, e non ti preoccupare se ti sale l’emozione, lascia andare.
E' lui, è quello il libro.
Ecco, lì dentro ci sei tu. C’è la tua storia.

Ogni volta che ti senti perso, non sarebbe male ripartire da lì.

Adesso riposati. E soffiati il naso, che c’è una tipa che fa una smorfia e osserva disgustata il moccio che ti cola dal naso. 
È la tua vicina di casa.




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