mercoledì 8 maggio 2013

"Piangi pure" di Lidia Ravera. Un inno alla vita e al coraggio.



"Mi chiamo Iris De Santis. Una settimana fa ho compiuto 79 anni. Ieri ho venduto l'appartamento in cui abito dal 1966. L'ho venduto con me stessa dentro."


Comincia così l'ultimo romanzo di Lidia Ravera, con un atto di nuda proprietà e un'ipoteca sugli ultimi anni di vita. E proprio quando la protagonista di questa storia sceglie di vendere una casa che la lega al passato per avere un po' di denaro che le faccia gustare il presente, ecco che il passato riaffiora con i suoi fardelli e le sue esigenze. E comincia la paura e il pensiero della morte.

Iris è una donna che ha scelto la solitudine,  per tutta la vita si è costruita una prudente e misurata distanza dalle cose che possono fare male, anche dagli affetti familiari.

"La solitudine è una condizione estrema, non c'è vincolo di relazione che ti obblighi, e, obbligandoti, ti sollevi dal peso della spietata libertà. Lo so benissimo che l'ho cercata per tutta la vita, la libertà della solitudine, negandomi, ritirandomi, chiudendo rapporti, perdendo numeri di telefono, indirizzi, occasioni."

Ma la vita sa essere generosa anche quando noi non lo siamo, anche quando ci nascondiamo impauriti e bisognosi di protezione da tutto. E ci offre continue occasioni anche quando sembra che non lo faccia. La vita sa arrivare al momento giusto, solo quando siamo pronti. 
Il passato riaffiora e Iris è costretta a confrontarsi con tutto e tutti, attraverso un diario in cui decide da principio di raccontare le sue giornate,  ma che invece la porta lontano. E quando si va lontano nel passato ecco che si viaggia e si cammina anche nel presente. Questa è la formula. E succede sempre nella vita, succede anche da vecchi.

Vecchi. Mi è piaciuto questo romanzo perché restituisce alla parola vecchio e vecchiaia una dignità che anni di espressioni e sinonimi edulcoranti le hanno tolto. Mi è piaciuto questo romanzo perché dà fiducia e speranza, invecchiare è un' arte, con tutte le sue difficoltà, ma si può imparare a farlo . Mi è piaciuto questo romanzo perché riconsegna alla vecchiaia la forza e il gusto che ogni età deve e può avere. Ogni stagione ha la sua bellezza e il suo dolore, sembra volerci dire Iris in questo suo viaggio. E  sarà un percorso fatto certamente non di solitudine. Iris si arrende  e accetta finalmente, dapprima con curiosità,  la presenza di altri viaggiatori, di ogni età.
Dalla giovane coppia che aspetta la sua morte per entrare nella casa, alla figlia che riempie i vuoti con Dio, a una giovane e bellissima nipote in cerca di cinquantenni da spolpare.
Donne completamente diverse, tre generazioni. Non c'è giudizio - e questa è la cosa che mi è piaciuta -. Ci sono donne, con le loro storie, tutte diverse.
E poi arriva anche l'amore, l'amore della vecchiaia, l'ultimo amore.

"La mattina arrivò senza che la notte fosse trascorsa"

Sono pagine sublimi e piene di grazia quelle che scrive Lidia Ravera, con un ritmo che ci incolla a questa storia e ci fa sentire parte di essa, complici e presenti.
Un libro che ogni generazione amerà.
Non ricordo chi abbia scritto che per entrare dentro a se stessi occorra armarsi fino ai denti. Ci vuole coraggio, innanzitutto. Iris lo fa e ci porta con lei.

Questo libro è un inno alla vita e al coraggio.
Fatevi un regalo, leggetelo.

 

7 commenti:

  1. Sembra interessante, e stranamente appropriato. Metto in lista. Stavo notando un po' di difficoltà nel leggere su sfondo nero...prenoto una visita oculistica o te l'hanno detto anche altri? :)

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  2. Grazie, l'ho ingrandito, proverò a vedere su altro sfondo. Faccio prove;) Ma leggi il libro della Ravera, ti piacerà.

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  3. Bella recensione, mi sono riconsciuta in queste parole,mi regalerò questo libro al più presto!
    Lucia

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  4. Sono certa che l'apprezzerai, cara Lucia

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  5. Acquistato.
    Ma non è che -(anche a) causa Tua- ri-prendo a leggere?
    Buone cose.
    Giovanni

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    1. caro Giovanni, non è certo merito mio, ma tuo!!!
      Buona Lettura

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