venerdì 26 aprile 2013

Il cuore innanzitutto. La bellissima recensione di Stefano Bigazzi. Grazie.

"Claudia Priano un (rom) anzo straordinario." Così ha scritto Stefano Bigazzi su Repubblica. 
E io lo ringrazio parecchio e mi prendo un piccolo spazio pubblicità.


Claudia Priano un (rom) anzo straordinario.
ROMANZO, genere più che appropriato, dato l' argomento. Si vede poco, eppure è notevole, una vasta letteratura altrettanto nomade - nei sentimenti - quanto i suoi protagonisti. Nel ricco repertorio (dal cinema alla poesia, passando per la canzone) la prima citazione è teatrale, Non chiamarmi zingaro di Pino Petruzzelli. Che Claudia Priano cita a sua volta nel suo Il cuore innanzitutto (Guanda), felice prova narrativa che ha i Rom - magari più estesamente un mondo romanì - al centro. Una presenza scenica apparentemente marginale, prima comparse e poi comprimari, infine maestosi attori tragici, gli zingari. Un libro di passioni che emergono di tanto in tanto come schizzi da una pentola in ebollizione, sentimenti compressi e a poco a poco liberati, in un accampamento di normali borghesi che si trovano di fronte all' improvvisa consapevolezza della diversità. Un testo di elevato spessore (come gli altri: le precedenti esperienze narrative di Priano trattano della scomparsa del padre, del rapporto con la madre, della violenza sulle donne, niente di allegro né allegrotto) in cui l' autrice procede quasi a singhiozzo, per accumulazione, un po' stordendo il lettore per una storia quasi ordinaria e dall' epilogo straordinario, inatteso sino all' ultima riga. Una meravigliosa sorpresa. Da leggere, subito. (stefano bigazzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA




Romania 2011 Il mio viaggio con i Rom Kalderasha.


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