mercoledì 24 aprile 2013

Il 25 aprile e un libro e i ricordi. La nostra storia, per non dimenticare.







Mia nonna, mentre è lì che mi prepara la merenda, mi racconta una storia, di lei che andava per i monti, degli spari, di quando arrivarono i tedeschi, dei partigiani, della fuga di notte, degli spari, del nonno che l'avevano portato a Buchenwald, delle notizie che non arrivavano e di tutto quello che accadde dopo. 
Era una storia che non potevo crederlo, che fosse successa a loro.

E alla fine mi dice, mangia ninin, e non essere triste ma allegra, ché non si poteva fare altro a quei tempi, bisognava meritarsela la libertà.
Per spiegarmi perché il 25 aprile si facesse festa, così mi ha detto, mia nonna.

Mi ricordo quando pochi anni più tardi mi diede un libro da leggere. 
Si trattava di "Lettere di condannati a morte della resistenza italiana". 



Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945) è un libro che raccoglie le ultime lettere di condannati a morte della Resistenza italiana.

È curato da Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli, con prefazione di Enzo Enriques Agnoletti e viene pubblicato la prima volta nel gennaio 1952 da Einaudi.




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