martedì 12 marzo 2013

La solitudine del Non Lettore





Spesso me lo immagino da solo.

Me lo immagino il Non Lettore, che si annoia nell’attesa di un aeroporto, hanno appena sospeso un volo, il suo, il volo che doveva riportarlo a casa, e lui osserva un tizio che legge avidamente un libro, uno che non si è fatto prendere dalla rabbia, che non ha litigato con tutti gli assistenti allo sportello, ha aperto il suo libro e se ne sta lì con le  borse sotto gli occhi e i segni della stanchezza e tutto il resto, ma legge e ogni tanto accenna un sorriso o ammicca, come se stesse ascoltando un amico che parla.

Me lo immagino, il NonLettore,  che entra nella cabina elettorale con la matita in una mano e la scheda nell’altra, che la apre e prova a leggerla la scheda e poi si ferma, che non ricorda più che cosa aveva deciso di votare, che si tocca la fronte, si passa la mano tra i capelli, e si dice che non è normale questa cosa che proprio non gli riesca di concentrarsi, proprio lui che una volta era così attento, e alla fine crolla e  non convinto scarabocchia qualcosa e si dice che tanto non cambierà nulla, cosa me la prendo a fare.

Me lo immagino, il Non-Lettore, che ha perso il lavoro, lui che passava tutto il giorno a lavorare freneticamente, lui che dietro al lavoro si è perso pezzi della sua vita e non aveva più tempo per nulla, ora gli hanno detto di farsi da parte che c'è la crisi e anche la concorrenza, e allora lui si è messo a fare un lavoro che non guadagna più tanto, e quando non lavora non sa come far passare la giornata, non ha più soldi da spendere e la televisione gli procura il mal di testa e sente l’angoscia e la depressione che lo pressano e quando esce di casa non sa dove andare, neppure i soldi per il cinema gli sono rimasti.

E poi il NonLettore è per strada e cammina e cammina e si mette anche a piovere, come non bastasse, e allora finisce che entra in una biblioteca e lì vede un sacco di persone che leggono tanti e tanti libri e si ricorda quando una volta anche lui ha letto dei libri da piccolo, quando era piccolo e tanto curioso, e scopre che lì, nella biblioteca, i libri non si pagano, sono alla portata di tutti e allora il non lettore ne prende uno e lo sfoglia, e gli viene un po’ da piangere perché sente la tristezza montargli fino agli occhi e allora per non piangere il NonLettore butta gli occhi sul libro che ha aperto a caso. E chissà cosa è il Caso, comincia a chiedersi il NonLettore, perché quel libro è proprio uno di quelli che ha letto da ragazzino e che gli aveva regalato un momento prezioso tutto suo, ed era la storia disgraziata di un ragazzino che si chiamava Oliver Twist, e allora comincia a sfogliarlo e legge “Qui si parla del luogo di nascita di Oliver Twist e delle circostanze che si riferiscono alla sua venuta al mondo.” , e poi continua e continua e si dimentica di essere triste e a volte se lo ricorda ma in modo diverso e alla fine se ne torna a casa con quel libro che aveva letto quando era ragazzo.

Io credo che i non lettori siano persone sole e che di grande solitudine soffrano, anche se pensano invece di far parte di qualcosa. E allora noi che i libri li amiamo, noi la nostra piccola rivoluzione la facciamo, noi affetti da Libredine o con il Cuore d’inchiostro, per citare l’ottimo blog dell’ amica Sonia De Risi  http://cuoredinchiostro.blogspot.it/ , proseguiamo la nostra strada raccontando di libri e di letteratura o saggi, di cose scritte e pensate che ci aprano finestre sul mondo e nell’animo umano.

I prossimi libri di cui parleremo in questo blog sono di due autori italiani editi da Einaudi: Daniele Del Giudice e Diego De Silva.
E di un caso. Quello di un romanzo, un piccolo capolavoro, mai più ristampato. 
"Il caso Courier" di Marta Morazzoni.
Cose belle a tutti

Qui sotto: "Lei è felice?" da Fahrenheit 451

https://www.youtube.com/watch?v=k8OHwhZbHN8

5 commenti:

  1. Marina Salucci12 marzo 2013 11:36

    Che bello! Spesso penso ai non lettori con rammarico per quel che perdono e cerco di avvicinarli alla lettura. Leggo loro brani che mi sono piaciuti, sfido la loro imperturbabilità inseguendoli con il libro... Ma devo dire che poche volte riesco a fare proseliti. Speriamo che a tutti succeda quello che tu descrivi, e che possano conoscere quella per Galileo era la massima meraviglia dei massimi sistemi :la scrittura!

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    1. Grazie Marina. Non perdi tempo, anche se non ti sembra, tu parlane, prima o poi, al momento giusto, il tuo consiglio li coglierà!

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  2. metto il link a questo pezzo, sulla pagina letture!
    ciao Cla!


    ziacassie

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  3. Parlerai di due scrittori che amo molto. Di De Silva ho scritto da poco, mi ha coinvolto molto il suo ultimo libro, come del resto mi sento sempre coinvolta dal suo modo di scrivere così diretto e asciutto.
    Altra cosa, bello il pezzo scelto!

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  4. Grazie carissima Sara.
    Dove ti leggo?

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