lunedì 11 febbraio 2013

Affetta da Libredine di Claudia Priano





Sono affetta da Libredine.

Sembra il nome di una sindrome o di una malattia e forse lo è e come tale può colpire soggetti diversi, di tutti i tipi, ma tutti presenteranno la stessa sintomatologia.
Le avvisaglie sono simili. Si comincia nella maggior parte dei casi, quelli più gravi, già in tenera età, appena il soggetto acquisisce  lo strumento della lettura, perfino prima, sostiene e mi ricorda una voce da lontano. È in questo momento che cominciano i guai e che i soggetti si sentono irrimediabilmente e inspiegabilmente attratti da volumi cartacei di ogni tipo e fattura. Comincia una sfrenata curiosità.

Spesso sorgono effetti collaterali e fastidiosi, soprattutto in età scolastica, ovvero si è emarginati, esclusi dalle feste, estromessi dai gruppi e da alcune conversazioni.  E ancora, chiamati secchioni, nerds, barbosi, rompiscatole, topi da biblioteca e via dicendo, spiacevoli prerogative che tenderanno a ridursi lievemente con il passare degli anni.

Veniamo alle cause, del perché insomma, ci si accomodi comunque in tali comportamenti, e qui di solito tendo a diventare seria. Assai seria.
Per conto mio la letteratura guarisce. Per me la letteratura può perfino salvare la vita, naturalmente se la si incontra e ci si lascia incontrare. Questo perché la letteratura tutta è fondamentale laddove ci siano e si sentano dei vuoti. Ecco allora che arrivano i libri, e non a caso spesso arrivano proprio certi libri, prima ti creano un morbido guscio dove guarire, dopo ti prendono per mano e ti portano, ti aprono finestre sul mondo e ti aiutano a vedere le cose da altri punti di vista e a ridimensionare tutto. Per me le buone letture possono perfino farci talora felici, dico sul serio.

Ecco, per me la letteratura serve a colmare le mancanze. O almeno, per me è stato così, si è trattato di una necessità.

Insomma, quando tutto vacilla e ti viene voglia di immergerti nella lettura di un buon libro, quando entri in una libreria per fare passare dieci minuti e il risultato è che arrivi in ritardo a qualsiasi appuntamento, se non puoi fare a meno di partire per le vacanze senza una valigia piena di libri, che magari poi non riesci a leggere tutti, ma tu con la valigia piena ci parti lo stesso, una di quelle borse che se ti fermano alla dogana il doganiere li guarda e poi ti guarda e poi guarda il suo collega e poi ti guarda di nuovo e sospira e ti dice, vada, vada pure - e per fortuna che ora hanno inventato l’ e-Reader che ci salva la schiena - insomma, se sei uno di questi esemplari, allora rassegnati.
Sei affetto da Libredine.






Aria-Duet: Wenn des Kreuzes Bitterkeiten Anne Sofie von Otter [Mezzo-Soprano] - Karin Roman 



4 commenti:

  1. A volte accade che ci si faccia perfino contagiare.

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  2. cosa sarei senza la mia libredine? quante vite ho vissuto, quanti paesi ho visitato, ecc...leggere ha amplificato la mia vita e il mio cuore...

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    1. Pensa a quale libro ti ha cambiato la vita. Nadine Godimer sostiene che fra tutti uno solo è quello che per qualche motivo ci colpisce e ci rimane dentro.
      E il tuo, Paolo?

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  3. Juliet, speriamo di essere molto contagiosi

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